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Fenni
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I mwdqFenni (o mwdgFinni) furono un'antica popolazione dell'mwdwEuropa nord orientale, descritta per la prima volta da mweaTacito nel mweq98.cite-ref-tacitogermania46-2-1-0[1]

Contents

Storia
Note

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Storia

I Fenni sono stati citati per la prima volta da Tacito nella sua opera "mwgqGermania" nel 98.cite-ref-tacitogermania46-2-1-1[1] Non si hanno notizie certe riguardo alla zona da loro occupata a causa dei toni vaghi usati dallo scrittore ( "mwhgI mwhwVeneti vagano per ogni selva e catena di montagne che sorga tra i mwiaPeucini e i Fenni"cite-ref-tacitogermania46-2-1-2[1]). Il geografo greco-romano mwjqClaudio Tolomeo menziona.cite-ref-2[2] nella sua opera "mwkgGeografia" del 150 circa, una popolazione detta mwkwPhinnoi, generalmente identificata con i Fenni. Egli affidò loro due diversi territori: Un gruppo nordico nella mwlaScandia settentrionale, vista a quei tempi come un'isola e un gruppo meridionale che si suppone occupasse un territorio a est del mwlqVistola. La relazione tra i due gruppi resta tuttavia incerta.

Successivamente i Fenni vengono citati nel VI secolo nell'opera "mwlwDe origine actibusque Getarum" dello storico bizantino mwmaGiordane. Durante la descrizione dell'isola di mwmqmwmgScandza, cita tre gruppi i cui nomi somigliano al mwmwPhinnoi di mwnaTolomeo: mwnqScrerefennae, mwng Finnithae e mwnwMitissimi Finni.cite-ref-3[3] Si suppone che Screrefennae significhi letteralmente "fenni sciatori" e vengono generalmente identificati con i Phinnoi nordici di mwpaTolomeo nonché come antenati degli attuali mwpqPopoli finnici.cite-ref-4[4] I Finnaithae potrebbero essere gli abitanti di un'antica regione centrale svedese, la mwqgFinnveden. Risulta impossibile avanzare ipotesi sull'origine dei mitissimi Finni.

Studi etno-linguistici

mwrqTacito non sapeva se includere i Fenni tra le mwrgpopolazioni germaniche o mwrwsarmatiche.cite-ref-tacitogermania46-2-1-3[1] La sua vaghezza ha portato alla creazione di un ventaglio di teorie sulla loro identità. Alcune di queste vedono l'utilizzo del termine mwtaFenni come un nome comune usato dai mwtqromani per identificare le popolazioni non germaniche (come ad esempio le genti mwtgbalto-slave o mwtwugrofinniche) dell'Europa nord orientalecite-ref-bosi-5-0[5]. Tuttavia un'antitesi a questa teoria è fornita dallo stesso Tacito che affianca la descrizione dei Fenni a quella di altre due popolazioni presumibilmente non germaniche della stessa regione, gli mwvaEstii e i mwvqmwvgVeneti.cite-ref-tacitogermania45-2-6-0[6]

Un'altra teoria vede nei Fenni di Tacito gli avi degli attuali finlandesicite-ref-7[7]cite-ref-8[8]. Juha Pentikäinen sottolineando che alcuni archeologi hanno identificato queste genti come indigene della Scandinavia, sostiene che è plausibile che Tacito abbia descritto i mwzaSami o i proto-finnici parlando dei Fennicite-ref-juha-9-0[9].

Altri sostengono che questa popolazione e i Phinnoi di mwagClaudio Tolomeo fossero la stessa cosa e che fossero gli avi diretti degli attuali Sami della parte settentrionale della mwawFennoscandia. Stando a questa teoria, la citazione di Tacito si pone come la prima documentazione storica di queste genti.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12] Tuttavia l'ipotesi risulta accettabile solo riguardo ai Phinnoi della Scandinavia settentrionale, visto che i Fenni di Tacito (come i Phinnoi meridionali di Claudio Tolomeo) erano chiaramente stanziati in Europa continentale, non nella penisola scandinava, quindi fuori dalla portata degli odierni Samicite-ref-13[13]. Detto questo, bisogna però tener presente che ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che anticamente l'area d'influenza dei Sami fosse più ampiacite-ref-bosi-5-1[5]cite-ref-14[14].

Date le moltissime incertezze e l'impossibilità d'esser chiaramente identificati in un gruppo etnico o circoscritti in un territorio in particolare, alcuni studiosi non danno più credito ai Fenni di Tacito.cite-ref-15[15]. Tuttavia ciò che lascia perplessi sono i tantissimi riferimenti e le correlazioni in cui Tacito immerge questa popolazione, come nella descrizione degli usi dei mwiqveneti:

«Dediti alle rapine, vagano per ogni selva e catena di montagne che sorga tra i

Peucini

e i Fenni.

»

Usi e costumi

Tacito descrive i Fenni come una popolazione nomade e palesemente primitiva rispetto alle altre tribù germaniche e alle usanze dei Sami in periodo medievale (allevatori di renne, abitanti di tende particolari fatte di pelle di cervo); Egli scrive:

«Dei Fenni è stupefacente la selvatichezza e atroce la povertà. [...] (non hanno) focolare [...] si coricano per terra. [...] non vi è altro rifugio dalle belve e dalle intemperie se non il ripararsi sotto intrecci di rami (il discorso vale per giovani e anziani).

»

Ad avvalorare questa visione è presente la descrizione della loro dieta ("si cibavano di erba"cite-ref-tacitogermania46-3-16-0[16]) e il loro armamentario:

«Non possedevano armi [...] Ripongono ogni speranza nelle frecce, che per carenza di ferro rendono appuntite con schegge d'osso.

»

La loro civiltà appare egalitaria:

«la caccia impegnava sia uomini che donne; infatti le donne accompagnavano gli uomini ovunque e reclamavano la loro parte nel cacciare la preda.

»

Tacito vede in essi una completa assenza del timore verso uomini e dei.

Le scoperte archeologiche riguardanti le popolazioni proto-sami e proto-finniche rendono la descrizione giuntaci grazie a Tacito molto plausibile.

"Finni" pare essere una forma della parola mwqqproto-germanica mwqg*fanþian- che identifica "vagabondi" o "popolo di cacciatori".cite-ref-17[17]

Note

cite-note-tacitogermania46-2-11. mwvwmwwaTacito, De origine et situ Germanorum,mwwg XLVI, 2.
cite-note-22. mwxgmwxwTolomeo, Geografia,mwyq II, 11 e III, 5.
cite-note-33. mwzqmwzgGiordane,mwzw G.III.
cite-note-44. mw0wmw1aOlaus Magnus, mw1qmw1gThe Description of Scricfinnia, in mw1wHistoria de Gentibus Septentrionalibus, Rome, 1658 mw2a[1555]. mw2qURL consultato il 5 ottobre 2015 mw2g(archiviato dall'mw2wurl originale il 18 luglio 2011).
cite-note-bosi-55. R. Bosi, mw4qThe Lapps (1960) pp44-7
cite-note-tacitogermania45-2-66. mw5qmw5gTacito, De origine et situ Germanorum,mw6a XLV, 2.
cite-note-77. Anderson (1958) 217
cite-note-88. Pirinen 9
cite-note-juha-99. Juha Pentikäinen, mw8gKalevala Mythology, Indiana University Press, 1999, p226
cite-note-1010. Tägil (1995) 118
cite-note-1111. Kinsten (2000)
cite-note-1212. Doug Simms, The University of Texas, mw-amw-qThe Early Period of Sámi History, from the Beginnings to the 16th Century
cite-note-1313. Whitaker (1980)
cite-note-1414. Hansen & Olsen (2004)
cite-note-1515. Whitaker (1963)
cite-note-tacitogermania46-3-1616. mwaq4mwaq8Tacito, De origine et situ Germanorum,mware XLVI, 3.
cite-note-1717. Svensk Etymologisk Ordbok (online)

Bibliografia

Fonti antiche:

• citerefgiordane(LA) Giordane, De origine actibusque Getarum. (mwarktesto latino e mwarotraduzione inglese).
• citereftacito-de-origine-et-situ-germanorum(LA) Tacito, De origine et situ Germanorum. (mwarwtesto latino , mwar4traduzione italiana del Progetto Ovidio e mwar8traduzione inglese).
• citereftolomeo-geografia(GRC) Tolomeo, Geografia. (mwasetraduzione inglese).

Fonti moderne:

• Anderson, J.G.D. (1958) Textual note to Tacitus' mwasuGermania
• Bosi, Roberto (1960): mwascThe Lapps
• Hansen, L.I. & Olsen, B. (2004): mwaskSamenes Historie fram til 1750
• Kinsten, Silje Bergum (2000): mwass"The Northern Sami People" (The Norway Post, 19 August 2000)
• Pirinen, Kauko mwas0The settlement of Finland begins in Eino Jutikkala (ed.) mwas4A History of Finland (trans. Paul Sjoblom)
• Tägil, Sven (1995): mwatamwateEthnicity and nation building in the Nordic world, ISBN 1-85065-239-2

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